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Un Grand Tour tra Baden e Alsazia (1/4)
- tra vigne, vini, sauerkraut e choucroute -

Un viaggio tra Baden ed Alsazia, nell’immaginario collettivo enoico, è un viaggio tra il più nobile dei vitigni ivi autoctoni, il riesling renano. Lo spirito con il quale si intraprende tale viaggio è analogo a quello cha animava i viaggiatori delle classi colte europee nei secoli XVIII e XIX, i quali compivano il “Grand Tour”, ovvero quel magico viaggio in Italia volto a visitarne le maestose rovine, le grandiose collezioni d’arte, le vedute e gli scorci “pittoreschi”, ovvero il meglio di quanto prodotto dalla cultura europea. Il Grand Tour era, quindi, un viaggio “iniziatico” e “sentimentale”, nel senso di viaggio permeato dai sentimenti ed intorno ai sentimenti, ed era parte essenziale della educazione di ogni giovane gentiluomo, soprattutto britannico. Anche il viaggio appena effettuato nel Baden e nell’Alsazia è stato vissuto come un viaggio iniziatico, un Grand Tour nel/sul riesling . Ma il nostro è il tempo del terzo millennio, ed il viaggiatore è divenuto (o è tornato ad essere), ahimé o per fortuna, un logico cronista. Si è quindi svestito di ogni sentimento di languida commozione romantica ed è tornato ad annotare con rigorosa sistematicità luoghi, ristoranti, cibi, aziende, vini degustati ed impressioni provate nelle analisi organolettiche. E dal complesso delle annotazioni emerge fulgido ed incontrovertibile un fatto: il viaggio appena effettuato ha trovato la sua apoteosi enoica nella degustazione di gewurztraminer e tokay pinot gris. Ed il riesling? Interessante, tecnicamente perfetto, ma ... Giudizio assolutamente personale ed opinabile, qualcuno potrebbe obiettare, ed anche falsato, in termini statistici, dalla ridotta dimensione del campione (aziende/vini) esaminato. Accetto (l’eventuale) prima obiezione: sì tale giudizio è assolutamente personale. Rigetto la seconda. Le aziende visitate ed i vini degustati sono stati un campione ristretto sì, ma estremamente qualificato. Dr Heger, Andreas Laible, Leon Beyer, Zind Himbrecht, Weinbach Colette Faller e Marcel Deiss sono aziende di vertice. Il risultato è stato, praticamente ovunque, sempre lo stesso: tokay pinot gris e gewurztraminer erano di devastante complessità ed intrigante piacevolezza. I riesling erano di buona/ottima fattura, ma non andavano oltre il “tecnicamente perfetto”, non donavano emozioni. Ciò almeno per i millesimi assaggiati. Forse si sarebbe dovuti “aspettarli” per una (ulteriore) decina di anni di affinamento per valutarli appieno e poterne discettare circa le capacità di trasformazione e complessizzazione. Ma un Grand Tour dura meno tempo, ed i millesimi degustati erano già di per se stessi sufficientemente “antichi”. Ragionerò quindi, d’ora in poi, essenzialmente di tokay pinot gris e gewurztraminer per i vari vini degustati nelle aziende visitate, con eccezionali divagazioni (nel senso di divagazioni sporadiche, non usuali) su riesling, muscat e pinot nero.
Cominciamo, quindi, con il parlare della prima azienda visitata, quella del Dr Heger.

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