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Salone del Cibo - mangiare e bere di qualità

Siamo alla seconda, anzi ... alla prima.
Mi riferisco alla edizione del “Salone del Cibo – mangiare e bere di qualità”, manifestazione che ha fatto la sua improvvisa comparsa dal 21 al 23 novembre presso la Fiera di Roma. In realtà una edizione sperimentale, denominata “Degustibus”, si era già tenuta lo scorso anno. Questo “Salone del Cibo” appare una diretta emanazione del precedente “Degustibus”. Stessa la “mente pensante” ed organizzatrice, il noto gastronomo Fabio Turchetti. Accresciuto invece lo staff dei collaboratori (tutti o quasi di derivazione AIS, Slow Food, ONAF, ecc) esperti nella degustazione di vini, formaggi, salumi e quant’altro, che guidavano le degustazioni. Già perché una delle peculiarità di questa manifestazione è stata quella di proporre dei seminari guidati di degustazione di coppie di tipologie di vini (ad es. Barbaresco e Ghemme), formaggi (ad es. Fiore Sardo e Murazzano), salumi (ad es. Coppa Piacentina e Soppressata di Calabra) ... sino a giungere a gradite divagazioni sulla cioccolata.
Quasi un centinaio gli espositori presenti ed ottima la rispondenza del pubblico.
Evidentemente la piazza romana è “affamata” (e mai metafora si è meglio attagliata ad esprimere un moto dell’anima e del corpo) di manifestazioni di questo tipo, visto che l’Italia del bere e mangiare di qualità sembrava essersi fermata al nord (Milano e Torino per intenderci) con storica digressione enoica a Verona. Al di sotto nulla o quasi. Nella capitale lo strapotere del nord era a fatica contrastato dal Gambero Rosso, con la sua Città del Gusto, e dall’Oscar del Vino, gestito dal dinamico Ricci dell’AIS (Associazione Italiana Sommelier). Mancava un salone del bere e mangiare di qualità, ed ora questa mancanza è sanata. Come in ogni prima edizione non sono mancati i piccoli difetti: di comunicazione innanzi tutto (non moltissimi sapevano del salone: ed avete presente, viceversa, il battage pubblicitario di analoghe manifestazioni TorinMilanVeronesi?), e di ingenuità espositiva (ad es. banchi di tartufi e stagionati formaggi prossimi a quelli di pregiate barbere, con gli effluvi dei primi che invadevano le seconde). Peccati veniali, quindi, che tutt’al più possono interessare chi della attività di degustazione fa una passione o un lavoro.
Ciò che conta è stato l’entusiasmo con il quale il pubblico ha partecipato alla manifestazione ed ai laboratori di degustazione. E per l’edizione del prossimo anno, la seconda, la data è già annunciata e reperibile su Internet.

Arrivederci quindi al prossimo anno, sempre alla Fiera di Roma, il 26-27-28 novembre 2004.